Conclusi i campionamenti dei riproduttori selvatici di trota marmorata, utili per la produzione di uova e l’avvio di un parco riproduttori geneticamente certificato – Azione C.2
In aiuto ai popolamenti selvatici di trota marmorata è fondamentale aumentare il successo riproduttivo degli esemplari selvatici. L’aumento di stadi giovanili aiuterà a contrastare il fenomeno dell’ibridazione con la trota fario, tra le principali cause di rarefazione di questa specie nel bacino della Dora Baltea.
Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale disporre di riproduttori idonei presso gli allevamenti ittici di progetto. É quindi necessario disporre di esemplari nati in cattività da genitori selvatici, grazie ai quali sarà possibile produrre un elevato numero di uova, di elevata qualità e rusticità, con cui ripopolare fiumi e torrenti a supporto dei popolamenti selvatici (Azione C3).
L’obiettivo dell’azione C2 è quello di creare una solida base di partenza, ovvero disporre di parchi riproduttori geneticamente certificati presso gli allevamenti ittici di progetto.
L’autunno 2022 ha visto la prima stagione riproduttiva utile per la trota marmorata. In questa prima stagione i riproduttori catturati sono stati selezionati su base fenotipica e gli individui migliori sono stati incrociati, tra maschi e femmine, in modo da ottenere il maggiore numero di lotti di uova. Questa operazione si è resa necessaria per via di alcuni ritardi legati alle analisi genetiche, che verranno quindi effettuate a posteriori, andando a caratterizzare geneticamente ogni riproduttore e permettendo di individuare i lotti migliori.

Nelle prossime stagioni riproduttive si cercherà, nel limite del possibile, di caratterizzare geneticamente ogni individuo riproduttore prima della riproduzione artificiale, così da riuscire a valorizzare solo gli adulti migliori e ottimizzare la qualità e la quantità delle uova prodotte. Il recupero di riproduttori selvatici, pertanto, avverrà anche nelle prossime stagioni, da un lato per diversificare il patrimonio genetico del parco riproduttori, dall’altro per dare maggiore rusticità agli stadi giovanili da destinare alle reintroduzioni.
Se la sopravvivenza dei giovani negli allevamenti darà risultati più che buoni, allora si potrà cominciare da subito a destinare parte degli avannotti anche alla reintroduzione in natura, esclusivamente presso le aree “nursery” di progetto.
L’insieme delle azioni C2 e C3 permetterà di avviare, sul medio-lungo periodo, una gestione coerente per la conservazione della trota marmorata nel bacino della Dora Baltea.



